Archivio per il 'scrittura'Categoria
Settembre 17, 2009
Ci sono cinquecento ragioni per le quali ho cominciato a scrivere per i bambini, ma risparmierò tempo menzionandone soltanto dieci.
1. I bambini leggono i libri, non le recensioni. Non gliene importa un fico secco dei critici.
2. I bambini non leggono per trovare se stessi.
3. Non leggono per liberarsi della colpa, per soddisfare la sete di ribellione, o sottrarsi all’alienazione.
4. Non sanno cosa farsene della psicologia.
5. Detestano la sociologia.
6. Non tentano di comprendere Kafka o il Finnegan’s Wake.
7. Credono ancora in Dio, famiglia, angeli, diavoli, streghe, folletti, logica, chiarezza, punteggiatura e altre cose altrettanto obsolete.
8. Amano le storie interessanti, non i commenti, i manuali o le note a pie’ di pagina.
9. Quando un libro è noioso, sbadigliano apertamente, senza vergogna o paura dell’autorità.
10. Non si aspettano che il loro scrittore favorito redima l’umanità. Giovani come sono, sanno che non è in suo potere. Solo gli adulti hanno simili illusioni puerili.
Dal discorso letto in occasione dell’assegnazione del Premio Nobel a Isaac Basevish Singer.
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Tags: bambini, editoria, Isaac Basevish Singer, letteratura, libri, scrittura
Luglio 22, 2009
Loredana Lipperini, partendo da questa campagna, insiste sulla necessità di usare le parole giuste. Anche qui, una questione di responsabilità:
Credo che lo sforzo più meritevole che si possa fare per cercare di superare gli stereotipi che ci inchiodano – oggi molto più di ieri – sia quello di trovare le parole. O almeno di pesarle, prima di metterle in circolazione.
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Luglio 22, 2009
Alcune considerazioni sulla creatività da CopyBlogger:
Think of creativity as a muscle. The more you use it, the stronger it gets. To increase your creativity, you simply need to “act” like a creative person. Not surprisingly, people recognized as creative tend to share common traits.
Highly creative people:
- Have the COURAGE to try new things and risk failure. Every big breakthrough starts as a harebrained idea. This doesn’t mean you should constantly go off the deep end, just that you should balance your routine portfolio of solutions with an investment in the new and untried. Over time, the risk is usually worth the reward.
- Use INTUITION as well as logic to make decisions and produce ideas. When Matt Drudge designed his Web site, he listened to his gut instead of the Internet gurus. He kept it simple, small, fast, and some would say ugly and primitive. But it works for him, making The Drudge Report one of the most recognizable and popular sites in the world.
- Like to PLAY, since humor and fun are the ultimate creative act. Which is to say you just have to lighten up. We all have goals, and quotas, and deadlines, but it’s not life and death. When you enjoy yourself, your brain relaxes and is able to produce more and better ideas. One of those ideas may be just what you’re looking for.
- Are EXPRESSIVE and willing to share what they feel and think, to be themselves. Blogging is the ideal arena for injecting your personality into your work. People are emotional creatures and respond better to people who appear real, honest, and open. Not only is it more interesting, it can also be more persuasive.
[...]
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Tags: creatività, idee, intelligenza, scrittura
Luglio 10, 2009
Credo che alla fine sia utile ridimensionare eventuali tentazioni passatiste, l’impulso a immaginare un’età dell’oro della parola durante la quale il linguaggio era una cosa seria mentre adesso c’è solo svilimento e truffa. Per chi oggi usa le parole dovrebbe essere prioritario – ed è questo che poi determina come conseguenza che le parole siano serie o svilite – sentire il linguaggio come una responsabilità. Sia il lessico che la sintassi: un luogo di responsabilità.
Giorgio Vasta
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Luglio 9, 2009
E’ una parola che mi piace molto quando si parla di scrittura.
Il caso Carver-Lish ci dà l’opportunità di riflettere su alcune questioni fondamentali che riguardano la pratica dell’editing. Ho sempre pensato che ogni riscrittura coinvolga le nostre strutture di giudizio e che sia tutt’altro che una “pratica”. Piuttosto una forma non confessa di ideologia letteraria. Quante volte sentiamo ripetere che un editor è una specie di super-lettore che si pone all’ascolto del testo per poi calarsi dentro la sala macchine? Già ma con quali attrezzature e quali obiettivi ci mettiamo al lavoro? Anche quando parliamo di editing parliamo di letteratura e dunque dovremmo parlare di responsabilità, di posizionamento, di orientamento dello sguardo.
Benedetta Centovalli
Leggi il testo per intero qui.
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Tags: editing, gordon lish, raymond carver, responsabilità, scrittura
Luglio 9, 2009

La Penguin aggiunge un altro pezzo alla sua collezione di book design: la nuova collana di classici del reportage mette le foto della Magnum in copertina.
I love the way that the front covers tell part of the story, but turning to the back adds another dimension. This is real book design, responding to the form of the object.
Mark Porter
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Tags: copertine, design, editoria, libri, Magnum, Penguin, reportage
Luglio 7, 2009
Il nuovo libro di Walter Siti è un reportage dagli Emirati Arabi:

Così, a guidarci in questo paese in crescita vertiginosa, straricco, astratto e senza nazione (i suoi abitanti non hanno nome, “emiratini” è un’invenzione recente, e in Italiano fa ridere), non è solo uno scrittore occidentale di grande cultura, con già in testa le griglie esplicative (prese da Benjamin, Baudrillard o Pasolini, di cui si sente qui una traccia nel termine “dopo-storia”), ma anche un corpo in sofferenza e un’anima spaesata, impaurita di sé e del corso del mondo, innamorata della bellezza della natura (che non trova) e presa da un’empatia irresistibile per i quasi-schiavi risucchiati qui da tutti gli angoli del Sud del mondo. Il resoconto è struggente, concreto, la materia si incide nel vivo e non ce la fa a star dentro ai soliti teoremi culturali sull’Occidente e la sua “irrealtà”.
Carla Benedetti – Il primo amore
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Tags: Carla Benedetti, emirati arabi, Il primo amore, letteratura, reportage, walter siti
Maggio 28, 2009

Il nuovo magazine di resistenza cittadina fondato da Giorgio Camuffo.
Che cos’è
una scritta sul muro, di un grafico americano ospite a Venezia;
una convinzione, che Venezia esiste solo grazie ai veneziani e se a loro è concesso di viverla;
una fotografia, di tutto quello che resiste in città;
una rivista, scritta e disegnata, in bianco e nero;
un’antologia di volti: jazzisti, poeti, osti, sacerdoti, contesse, giovani, muratori, architetti, cassiere, gondolieri, ottici, grafici, scrittori, vagabondi…
un ponte, verso Mestre, le differenze e le culture della terraferma;
una denuncia, per non cedere al necrologio della città;
un tentativo, di migliorare le connessioni tra chi opera nel territorio;
un atto d’amore, estraneo a logiche economiche;
una parola, che vuole innescare un dialogo
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Tags: città, cultura, design, fotografia, giorgio camuffo, magazine, resistenza, scrittura, venezia
Maggio 26, 2009

Good magazine ha raccolto una serie di testimoninanze molto interessanti su che cosa vuol dire oggi essere un soldato americano.
We all have opinions about the wars America is fighting right now in Iraq and Afghanistan. What sometimes gets lost in the debate—especially on a day off from work filled with beer and barbecues—is that there are soldiers fighting on foreign soil right now, and those soldiers are real people who have dedicated their lives to serving our country. We’ve collected some links below of places where you can hear firsthand what they’re going through, either in their own words, or in articles and videos about them.
Mi sono tornate in mente le parole di Roberto Saviano, durante la sua chiacchierata con William Langewiesche a Ferrara nel 2007, sulla necessità di raccontare chi sono e che cosa fanno i soldati oggi. Lui parlava di quelli italiani, ma io penso sempre più spesso che qualcuno si dovrebbe decidere a scrivere un libro – un bel libro – sui soldati di tutto il mondo. Per mostrare la realtà di guerre di cui non si sentono neanche più i rumori di fondo. Se conoscete un libro simile fatemi sapere per favore.
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Tags: ferrara, guerra, internazionale, roberto saviano, soldati, william langewiesche