Il dibattito sui nuovi modelli di business e sulle nuove pratiche di integrazione degli utenti nelle testate online non è mai stato così acceso. Vediamo alcuni degli esperimenti più interessanti condotti nell’ultimo mese negli Stati Uniti.
Ho iniziato a scrivere su Mapendo, il progetto editoriale di Mikamai che racconta i protagonisti e le idee del mondo della tecnologia e del Web. Il mio primo articolo si intitola Newstweet e parla del rapporto tra giornalismo e social media. Lo trovate qui.
Ci sono cinquecento ragioni per le quali ho cominciato a scrivere per i bambini, ma risparmierò tempo menzionandone soltanto dieci.
1. I bambini leggono i libri, non le recensioni. Non gliene importa un fico secco dei critici. 2. I bambini non leggono per trovare se stessi. 3. Non leggono per liberarsi della colpa, per soddisfare la sete di ribellione, o sottrarsi all’alienazione. 4. Non sanno cosa farsene della psicologia. 5. Detestano la sociologia. 6. Non tentano di comprendere Kafka o il Finnegan’s Wake. 7. Credono ancora in Dio, famiglia, angeli, diavoli, streghe, folletti, logica, chiarezza, punteggiatura e altre cose altrettanto obsolete. 8. Amano le storie interessanti, non i commenti, i manuali o le note a pie’ di pagina. 9. Quando un libro è noioso, sbadigliano apertamente, senza vergogna o paura dell’autorità. 10. Non si aspettano che il loro scrittore favorito redima l’umanità. Giovani come sono, sanno che non è in suo potere. Solo gli adulti hanno simili illusioni puerili.
Dal discorso letto in occasione dell’assegnazione del Premio Nobel a Isaac Basevish Singer.
Oggi, alla Feltrinelli di Mestre (h. 18.00), Tiziano Scarpa presenta la graphic novel di Fabio VisintinVita, amori, avventure veneziane di messer Gatto con gli stivali, tratto da una commedia radiofonica di Angela Carter. Qui trovi la postfazione di Tiziano Scarpa al libro. Qui alcuni estratti in anteprima.
Liberamente tratta dal radiodramma Il gatto con gli stivali della nota scrittrice inglese Angela Carter, la graphic novel di Visintin è la rielaborazione attraverso i codici della commedia dell’arte della celeberrima fiaba. Il gatto con gli stivali vive allegramente tra i tetti di Venezia, quando un giorno viene preso con sé da un ex soldato che vive di espedienti. Insieme i due si godono la vita, finché il giovane non si innamora della bella e giovane moglie del vecchio usuraio Pantaleone. Sarà proprio il furbo felino, attraverso una serie di espedienti e macchinazioni, a fare in modo che i due amanti trovino soddisfazione e il vecchio Pantaleone sia prima cornificato e poi eliminato.
“Think of Twitter. Did you know that The New York Times is No. 2 on the Twitterholic.com Top 100 Twitterholics based on Followers? (Behind Ashton Kutcher but ahead of Ellen DeGeneres.) Don’t care? OK, but the point is that an awful lot of people are finding our work not by coming to our homepage or looking at our newspaper but through alerts and recommendations from their friends and colleagues. So we ought to learn how to reach those people effectively and serve them well. At the same time, more of us are using social networks to find sources, contacts and information”.
Capito? Nessuno va più a leggere la tua home page. La gente sta nei social network. Lì vanno intercettati. Lì vanno distribuiti i contenuti.
Frédéric Fillouxspiega alcune cose importanti su come dovrebbero funzionare le scuole di giornalismo oggi per avere un senso:
Production skills. Scripting, staging a story are now key elements in modern journalistic storytelling. It is about designing mockups, showing how the story will unfold, finding the best viewer interactions, the type of media that will be more appropriate at what time, etc. I say this to my students at Sciences Po: train yourself on PowerPoint; it can be a great tool to pre-design rich multimedia stories or even to complete a simple but clever one for a blog. Many easy-to-use tools dedicated for multimedia productions such as SoundSlides are also helpful.
Dealing with complexity, handling datasets, from public statistics to GIS. These are key instruments to spread knowledge in an increasingly visual society. Pr. Hans Rowling’s video with its mind-blowing use of statistics on global development has been viewed about 200.000 times. His talent was mainly to convert sets of complex stats into an attractive format, using a program (Gapminder), that is now available as a widget on Google Apps.
Enroll pure technologies competences. Journalists need to learn how to deal with techies. Cross-pollination between the two is crucial.
Encourage nerdy tendencies among students or rookies journalists. In doing so, they will dramatically increase their employability.
Teach them how to sell their work, skills, passion. This ranges from setting pro-like blogs to — yes — creating their own tiny company, the commercial vehicle for rising above the crowd and monetizing their work.
E naturalmente cita il multimedia team del NYT, i veri pionieri del giornalismo multimediale degli utlimi anni.
Peccato che in Italia gli esami d’accesso alle scuole di giornalismo si facciano ancora con la vecchia macchina da scrivere; e che i corsi offerti non abbiano niente a che fare con il multimedia storytelling e il digital publishing.
Il dibattito sul futuro dei giornali non è mai stato così acceso. L’articolo di marzo di Clay Shirky Newspapers and Thinking the Unthinkable è diventato un instant classic in poche ore e ha scatenato uno dei più intensi scambi sulla crisi della carta stampata – Jay Rosen ne sintetizza i migliori contributi qui.
Strano che nessuno abbia parlato di design, perché l’esperienza di Jacek Utko dimostra che proprio quella potrebbe essere la chiave per salvare i giornali da una morte che al momento appare più che certa: aumentare le vendite del 100% in tre anni sembra un gioco da ragazzi, guarda il video qui sotto.