Ci sono cinquecento ragioni per le quali ho cominciato a scrivere per i bambini, ma risparmierò tempo menzionandone soltanto dieci.
1. I bambini leggono i libri, non le recensioni. Non gliene importa un fico secco dei critici. 2. I bambini non leggono per trovare se stessi. 3. Non leggono per liberarsi della colpa, per soddisfare la sete di ribellione, o sottrarsi all’alienazione. 4. Non sanno cosa farsene della psicologia. 5. Detestano la sociologia. 6. Non tentano di comprendere Kafka o il Finnegan’s Wake. 7. Credono ancora in Dio, famiglia, angeli, diavoli, streghe, folletti, logica, chiarezza, punteggiatura e altre cose altrettanto obsolete. 8. Amano le storie interessanti, non i commenti, i manuali o le note a pie’ di pagina. 9. Quando un libro è noioso, sbadigliano apertamente, senza vergogna o paura dell’autorità. 10. Non si aspettano che il loro scrittore favorito redima l’umanità. Giovani come sono, sanno che non è in suo potere. Solo gli adulti hanno simili illusioni puerili.
Dal discorso letto in occasione dell’assegnazione del Premio Nobel a Isaac Basevish Singer.
Alcune considerazioni sulla creatività da CopyBlogger:
Think of creativity as a muscle. The more you use it, the stronger it gets. To increase your creativity, you simply need to “act” like a creative person. Not surprisingly, people recognized as creative tend to share common traits.
Highly creative people:
Have the COURAGE to try new things and risk failure. Every big breakthrough starts as a harebrained idea. This doesn’t mean you should constantly go off the deep end, just that you should balance your routine portfolio of solutions with an investment in the new and untried. Over time, the risk is usually worth the reward.
Use INTUITION as well as logic to make decisions and produce ideas. When Matt Drudge designed his Web site, he listened to his gut instead of the Internet gurus. He kept it simple, small, fast, and some would say ugly and primitive. But it works for him, making The Drudge Report one of the most recognizable and popular sites in the world.
Like to PLAY, since humor and fun are the ultimate creative act. Which is to say you just have to lighten up. We all have goals, and quotas, and deadlines, but it’s not life and death. When you enjoy yourself, your brain relaxes and is able to produce more and better ideas. One of those ideas may be just what you’re looking for.
Are EXPRESSIVE and willing to share what they feel and think, to be themselves. Blogging is the ideal arena for injecting your personality into your work. People are emotional creatures and respond better to people who appear real, honest, and open. Not only is it more interesting, it can also be more persuasive.
[...]
Questa invece è la recente inchiesta di Report sulla produzione di carne in Italia. Se vuoi sapere che cosa si può fare, leggi le “10 simple things you can do to change our food system” e guarda il video di Mark Bittman – food writer del NYT – “What’s wrong with what we eat”.
Frédéric Fillouxspiega alcune cose importanti su come dovrebbero funzionare le scuole di giornalismo oggi per avere un senso:
Production skills. Scripting, staging a story are now key elements in modern journalistic storytelling. It is about designing mockups, showing how the story will unfold, finding the best viewer interactions, the type of media that will be more appropriate at what time, etc. I say this to my students at Sciences Po: train yourself on PowerPoint; it can be a great tool to pre-design rich multimedia stories or even to complete a simple but clever one for a blog. Many easy-to-use tools dedicated for multimedia productions such as SoundSlides are also helpful.
Dealing with complexity, handling datasets, from public statistics to GIS. These are key instruments to spread knowledge in an increasingly visual society. Pr. Hans Rowling’s video with its mind-blowing use of statistics on global development has been viewed about 200.000 times. His talent was mainly to convert sets of complex stats into an attractive format, using a program (Gapminder), that is now available as a widget on Google Apps.
Enroll pure technologies competences. Journalists need to learn how to deal with techies. Cross-pollination between the two is crucial.
Encourage nerdy tendencies among students or rookies journalists. In doing so, they will dramatically increase their employability.
Teach them how to sell their work, skills, passion. This ranges from setting pro-like blogs to — yes — creating their own tiny company, the commercial vehicle for rising above the crowd and monetizing their work.
E naturalmente cita il multimedia team del NYT, i veri pionieri del giornalismo multimediale degli utlimi anni.
Peccato che in Italia gli esami d’accesso alle scuole di giornalismo si facciano ancora con la vecchia macchina da scrivere; e che i corsi offerti non abbiano niente a che fare con il multimedia storytelling e il digital publishing.
I media sono in crisi, ma la rete rischia di sparire come luogo di libera comunicazione. Il giornalismo, che serve per la democrazia, rischia di affondare. La nuova opinione pubblica fa fatica a comprendere i rischi cui è sottoposta la libertà di espressione. Tutta la libertà di espressione, non soltanto quella degli addetti ai lavori. L’esito negativo non è scontato. Ma per cambiare le cose è necessario rileggere i rapporti tra rete e media con un approccio “eretico”, che tradisca alcuni dogmi. Una duplice eresia – dei chierici del giornalismo e dei cittadini della rete – che crei il nuovo racconto dei media.
I neoluddisti, l’agiografia della rete e al centro il moloch del potere
Tre generi di dogmi hanno urgente bisogno di essere demoliti:
a. quelli del potere, che tende a legittimare solo il “racconto” dei media che gli sia mimesi e consenso
b. quelli della corporazione, che scambia il supporto, la carta, con la natura del giornalismo
c. l’ apologetica del digitale che preconizza la nascita di una società virtuosa perché tecnologica e si affida alle “piattaforme” , raccontando di uno sviluppo senza conflitti e buono in sé.
Proponiamo alla conversazione della rete dieci tesi, un progetto aperto.
Scarica il manifesto qui, l’intervista doppia qui.
Ieri è uscito “Il corpo delle donne”, documentario di Lorella Zanardo e Marco Malfi Chindemi. Si parla dell’immagine della donna nell’Italia di oggi: l’immaginario costruito dai media, i modelli di riferimento presentati, le verità proposte.
La maggior parte delle donne, che costituisce il 60% del pubblico televisivo, ha la televisione come unico strumento di informazione: quello che viene trasmesso diventa riferimento, educazione, esempio. [...] L’assuefazione alla visione di immagini di corpi spogliati ed umiliati ci ha condotto ad utilizzare il montaggio delle immagini tv per educare a “vedere”, per provocare reazioni che sono sempre, da parte di uomini e donne, di disgusto. Cioè il proporre un punto di vista diverso fa guardare alla tv in modo nuovo e piu critico. Quello che auspico non è una censura televisiva, bensì una chiara inversione della domanda televisiva. Prendere coscienza della profonda discriminazione contenuta nelle immagini femminili proposte dalla tv per chiedere un’altra tv. Innescare un processo educativo verso uno sguardo critico alla tv.Divenire consapevoli del nostro potere: se non ci piace la possiamo spegnere. Se la spengniamo qualcuno si chiederà cosa ci piace.Siamo anche le principali decisori d’acquisto dei prodotti che in tv vengono pubblicizzati. Dobbiamo solo rendercene conto.
ENG 371WR:
Writing for Nonreaders in the Postprint Era
M-W-F: 11:00 a.m.–12:15 p.m.
Instructor: Robert Lanham
Course Description
As print takes its place alongside smoke signals, cuneiform, and hollering, there has emerged a new literary age, one in which writers no longer need to feel encumbered by the paper cuts, reading, and excessive use of words traditionally associated with the writing trade. Writing for Nonreaders in the Postprint Era focuses on the creation of short-form prose that is not intended to be reproduced on pulp fibers.
Instant messaging. Twittering. Facebook updates. These 21st-century literary genres are defining a new “Lost Generation” of minimalists who would much rather watch Lost on their iPhones than toil over long-winded articles and short stories. Students will acquire the tools needed to make their tweets glimmer with a complete lack of forethought, their Facebook updates ring with self-importance, and their blog entries shimmer with literary pithiness. All without the restraints of writing in complete sentences. w00t! w00t! Throughout the course, a further paring down of the Hemingway/Stein school of minimalism will be emphasized, limiting the superfluous use of nouns, verbs, adverbs, adjectives, conjunctions, gerunds, and other literary pitfalls.
Prerequisites
Students must have completed at least two of the following.
ENG: 232WR—Advanced Tweeting: The Elements of Droll
LIT: 223—Early-21st-Century Literature: 140 Characters or Less
ENG: 102—Staring Blankly at Handheld Devices While Others Are Talking
ENG: 301—Advanced Blog and Book Skimming
ENG: 231WR—Facebook Wall Alliteration and Assonance
LIT: 202—The Literary Merits of Lolcats
LIT: 209—Internet-Age Surrealistic Narcissism and Self-Absorption
Required Reading Materials
Literary works, including the online table of contents of the Huffington Post’s Complete Guide to Blogging, will serve as models to be skimmed for thorough analysis. Also, Perez Hilton’s Twitter feed.
Come abbiamo fatto a divenire così ciechi? Così asserviti e rassegnati, così piegati?», scriveva Roberto Saviano nella “Lettera a Gomorra” (su “Repubblica”). Saviano si rivolgeva alla sua terra che per definizione è la «terra della paura». Ma una domanda analoga la possiamo rivolgere a quella terra impaurita e gregaria che è in gran parte diventata la cultura ufficiale del nostro paese. Dovunque automatismi che lasciano pochissimo spazio. Dappertutto il merito viene sopraffatto, le intelligenze mortificate, la grandezza repressa. Clan che funzionano come mafie, elargiscono visibilità a chi si sottomette, e esclusione e criminalizzazione per chi si ostina a stare in un’altra dimensione. Grazie all’azione di questi meccanismi e di tutti quegli individui condizionati nelle loro scelte, o che sognano la media, quella cosa che viene chiamata cultura sta diventando in Italia sempre più vuota di idee e di proposte che possano essere di nutrimento agli uomini e alle donne in questa epoca feroce e disperata.