
Il racconto del post elezioni in Iran sui disegni di Persepolis di Marjane Satrapi.
di Elena Favilli

Il racconto del post elezioni in Iran sui disegni di Persepolis di Marjane Satrapi.

“The Iranian regime has developed, with the assistance of European telecommunications companies, one of the world’s most sophisticated mechanisms for controlling and censoring the Internet, allowing it to examine the content of individual online communications on a massive scale.”
buonPorcogiorno
Da Internazionale.
Continua il Grande cognato, lo show televisivo argentino che scimmiotta il Grande fratello e prende in giro i politici. Invece di normali concorrenti, nella “casa” ci sono gli imitatori dei politici di governo e opposizione. Ogni settimana ci sono le nomination e poi uno viene eliminato: questa settimana è uscito Guillermo Moreno, segretario al commercio.
Si sono salvati invece i tre pezzi da novanta che erano in nomination: Daniel Scioli, governatore della provincia di Buenos Aires, Francisco de Narváez, principale esponente dell’opposizione, e la presidente Cristina Fernández de Kirchner. La cosa interessante è che tra tre settimane ci sono le elezioni legisltive, e i candidati sono molto preoccupati dall’effetto che lo show potrà avere alle urne. Il programma è condotto da Marcelo Tinelli, una sorta di Fiorello argentino.
Massimo Gramellini, sulla Stampa.
1. Ma vi sembra normale che solo agli italiani non faccia effetto essere governati da chi condiziona il loro immaginario attraverso le televisioni?
2. Ma vi sembra normale che in tutte le interviste pre-elettorali la domanda più dura che gli hanno rivolto sia stata «ci dica»?
3. Ma vi sembra normale che i dirigenti del Pd siano tutti ex del Pci e della Democrazia cristiana?
4. Ma vi sembra normale che Clinton, Jospin, Schroeder, Blair e persino Gorbaciov facciano un altro lavoro da anni e loro invece insistano?
5. Ma vi sembra normale che Pdl e Pd abbiano perso milioni di voti e parlino solo di quelli persi dagli avversari?
6. Ma vi sembra normale che i verdi trionfino ovunque, mentre qui, appena ne vedi uno in faccia, viene voglia di tifare per l’effetto-serra?
7. Ma vi sembra normale che chi detesta Berlusconi voti Di Pietro, che è come dire: detesto il Bagaglino quindi vado a vedere Bombolo?
8. Ma vi sembra normale che l’Italia cristiana sia rappresentata in Europa da Magdi Cristiano Allam e Borghezio?
9. Ma vi sembra normale che tutti sputino addosso alla Casta e poi Mastella prenda ancora 112 mila voti di preferenza?
10. Ma vi sembro normale?
Ad almeno nove domande su dieci (compresa la numero 10) la mia risposta è no.
Questo articolo di Jose Saramago è stato pubblicato ieri dal Pais.
La Cosa Berlusconi
Non trovo altro nome con cui chiamarlo. Una cosa pericolosamente simile a un essere umano, una cosa che dà feste, organizza orge e comanda in un paese chiamato Italia. Questa cosa, questa malattia, questo virus minaccia di essere la causa della morte morale del paese di Verdi se un profondo rigurgito non dovesse strapparlo dalla coscienza degli italiani prima che il veleno finisca per corrodergli le vene distruggendo il cuore di una delle più ricche culture europee. I valori fondanti dell’umana convivenza vengono calpestati ogni giorno dalle viscide zampe della cosa Berlusconi che, tra i suoi vari talenti, possiede anche la funambolica abilità di abusare delle parole, stravolgendone l’intenzione e il significato, come nel caso del Polo della Libertà, nome del partito attraverso cui ha raggiunto il potere. L’ho chiamato delinquente e di questo non mi pento. Per ragioni di carattere semantico e sociale che altri potranno spiegare meglio di me, il termine delinquente in Italia possiede una carica più negativa che in qualsiasi altra lingua parlata in Europa. È stato per rendere in modo chiaro ed efficace quello che penso della cosa Berlusconi che ho utilizzato il termine nell’accezione che la lingua di Dante gli ha attribuito nel corso del tempo, nonostante mi sembri molto improbabile che Dante l’abbia mai utilizzato. Delinquenza, nel mio portoghese, significa, in accordo con i dizionari e la pratica quotidiana della comunicazione, “atto di commettere delitti, disobbedire alle leggi o a dettami morali”. La definizione calza senza fare una piega alla cosa Belusconi, a tal punto che sembra essere più la sua seconda pelle che qualcosa che si indossa per l’occasione. [...]

Alla parata per il 2 giugno Berlusconi arriva in ritardo e rimane seduto durante gli onori al Capo dello Stato.
The most distasteful aspect of Silvio Berlusconi’s behaviour is not that he is a chauvinist buffoon. Nor is it that he cavorts with women more than 50 years younger than himself, abusing his position to offer them jobs as models, personal assistants or even, absurdly, candidates for the European Parliament. What is most shocking is the utter contempt with which he treats the Italian public.
Times
La battaglia di conservazione contro il rinnovamento della politica di sinistra e del Partito Democratico, che finora era stata condotta soltanto a forza di negazioni e critiche (”io questi giovani in gamba non li vedo”, “non basta essere giovani”, “non basta internet”, eccetera) finalmente si arricchisce di un elemento propositivo e rivelatore, per bocca di Pierluigi Bersani (al minuto 1 e 30). Adesso il progetto di costruzione della nuova classe dirigente è chiaro: ”Bisogna sperimentare dei giovani già sperimentati”. Wittgenstein
Il passo indietro di Obama su Guantanamo non lo stanno prendendo molto bene in America. E John Stewart gliele suona di santa ragione su The Daily Show.