Perché scrivere per i bambini

settembre 17, 2009

Ci sono cinquecento ragioni per le quali ho cominciato a scrivere per i bambini, ma risparmierò tempo menzionandone soltanto dieci.

1.    I bambini leggono i libri, non le recensioni. Non gliene importa un fico secco dei critici.
2.    I bambini non leggono per trovare se stessi.
3.    Non leggono per liberarsi della colpa, per soddisfare la sete di ribellione, o sottrarsi all’alienazione.
4.    Non sanno cosa farsene della psicologia.
5.    Detestano la sociologia.
6.    Non tentano di comprendere Kafka o il Finnegan’s Wake.
7.    Credono ancora in Dio, famiglia, angeli, diavoli, streghe, folletti, logica, chiarezza, punteggiatura e altre cose altrettanto obsolete.
8.    Amano le storie interessanti, non i commenti, i manuali o le note a pie’ di pagina.
9.    Quando un libro è noioso, sbadigliano apertamente, senza vergogna o paura dell’autorità.
10.    Non si aspettano che il loro scrittore favorito redima l’umanità. Giovani come sono, sanno che non è in suo potere. Solo gli adulti hanno simili illusioni puerili.

Dal discorso letto in occasione dell’assegnazione del Premio Nobel a Isaac Basevish Singer.

2 Risposte to “Perché scrivere per i bambini”


  1. [...] Elena Favilli (Bologna, Discipline Semiotiche) blogga su “Logic will break your heart” — da leggere il bellissimo “Perché scrivere per i bambini”. [...]


  2. [...] Favilli (Bologna, Discipline Semiotiche) blogga su “Logic will break your heart” — da leggere il bellissimo “Perché scrivere per i [...]


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