Got a tip?

Ottobre 30, 2009

Il dibattito sui nuovi modelli di business e sulle nuove pratiche di integrazione degli utenti nelle testate online non è mai stato così acceso. Vediamo alcuni degli esperimenti più interessanti condotti nell’ultimo mese negli Stati Uniti.

[continua a leggere su Mapendo]


McSweeney’s lancia Small Chair

Ottobre 22, 2009

Il mio articolo sul nuovo prodotto editoriale per Iphone lanciato da McSweeney’s è online su Mapendo.


Mapendo

Ottobre 16, 2009

Ho iniziato a scrivere su Mapendo, il progetto editoriale di Mikamai che racconta i protagonisti e le idee del mondo della tecnologia e del Web. Il mio primo articolo si intitola Newstweet e parla del rapporto tra giornalismo e social media. Lo trovate qui.


Perché scrivere per i bambini

Settembre 17, 2009

Ci sono cinquecento ragioni per le quali ho cominciato a scrivere per i bambini, ma risparmierò tempo menzionandone soltanto dieci.

1.    I bambini leggono i libri, non le recensioni. Non gliene importa un fico secco dei critici.
2.    I bambini non leggono per trovare se stessi.
3.    Non leggono per liberarsi della colpa, per soddisfare la sete di ribellione, o sottrarsi all’alienazione.
4.    Non sanno cosa farsene della psicologia.
5.    Detestano la sociologia.
6.    Non tentano di comprendere Kafka o il Finnegan’s Wake.
7.    Credono ancora in Dio, famiglia, angeli, diavoli, streghe, folletti, logica, chiarezza, punteggiatura e altre cose altrettanto obsolete.
8.    Amano le storie interessanti, non i commenti, i manuali o le note a pie’ di pagina.
9.    Quando un libro è noioso, sbadigliano apertamente, senza vergogna o paura dell’autorità.
10.    Non si aspettano che il loro scrittore favorito redima l’umanità. Giovani come sono, sanno che non è in suo potere. Solo gli adulti hanno simili illusioni puerili.

Dal discorso letto in occasione dell’assegnazione del Premio Nobel a Isaac Basevish Singer.


Nomina nuda tenemus

Luglio 22, 2009

Loredana Lipperini, partendo da questa campagna, insiste sulla necessità di usare le parole giuste. Anche qui, una questione di responsabilità:

Credo che lo sforzo più meritevole che si possa fare per cercare di superare gli stereotipi che ci inchiodano – oggi molto più di ieri – sia quello di trovare le parole. O almeno di pesarle, prima di metterle in circolazione.


Ipot

Luglio 22, 2009

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Una nuova applicazione per iPhone (due dollari e 99) permette di trovare il più vicino rivenditore autorizzato di cannabis, negli stati americani in cui è legalizzato l’uso su prescrizione medica.


La creatività è un muscolo

Luglio 22, 2009

Alcune considerazioni sulla creatività da CopyBlogger:

Think of creativity as a muscle. The more you use it, the stronger it gets. To increase your creativity, you simply need to “act” like a creative person. Not surprisingly, people recognized as creative tend to share common traits.

Highly creative people:

  1. Have the COURAGE to try new things and risk failure. Every big breakthrough starts as a harebrained idea. This doesn’t mean you should constantly go off the deep end, just that you should balance your routine portfolio of solutions with an investment in the new and untried. Over time, the risk is usually worth the reward.
  2. Use INTUITION as well as logic to make decisions and produce ideas. When Matt Drudge designed his Web site, he listened to his gut instead of the Internet gurus. He kept it simple, small, fast, and some would say ugly and primitive. But it works for him, making The Drudge Report one of the most recognizable and popular sites in the world.
  3. Like to PLAY, since humor and fun are the ultimate creative act. Which is to say you just have to lighten up. We all have goals, and quotas, and deadlines, but it’s not life and death. When you enjoy yourself, your brain relaxes and is able to produce more and better ideas. One of those ideas may be just what you’re looking for.
  4. Are EXPRESSIVE and willing to share what they feel and think, to be themselves. Blogging is the ideal arena for injecting your personality into your work. People are emotional creatures and respond better to people who appear real, honest, and open. Not only is it more interesting, it can also be more persuasive.
    [...]

Chi legge trova le parole

Luglio 13, 2009

Nella home page di Nuovo e Utile c’è una bellissima rassegna di campagne pubblicitarie pensate per incoraggiare la lettura. Questa è la mia preferita:


Responsabilità/2

Luglio 10, 2009

Credo che alla fine sia utile ridimensionare eventuali tentazioni passatiste, l’impulso a immaginare un’età dell’oro della parola durante la quale il linguaggio era una cosa seria mentre adesso c’è solo svilimento e truffa. Per chi oggi usa le parole dovrebbe essere prioritario – ed è questo che poi determina come conseguenza che le parole siano serie o svilite – sentire il linguaggio come una responsabilità. Sia il lessico che la sintassi: un luogo di responsabilità.

Giorgio Vasta

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Responsabilità

Luglio 9, 2009

E’ una parola che mi piace molto quando si parla di scrittura.

Il caso Carver-Lish ci dà l’opportunità di riflettere su alcune questioni fondamentali che riguardano la pratica dell’editing. Ho sempre pensato che ogni riscrittura coinvolga le nostre strutture di giudizio e che sia tutt’altro che una “pratica”. Piuttosto una forma non confessa di ideologia letteraria. Quante volte sentiamo ripetere che un editor è una specie di super-lettore che si pone all’ascolto del testo per poi calarsi dentro la sala macchine? Già ma con quali attrezzature e quali obiettivi ci mettiamo al lavoro? Anche quando parliamo di editing parliamo di letteratura e dunque dovremmo parlare di responsabilità, di posizionamento, di orientamento dello sguardo.

Benedetta Centovalli

Leggi il testo per intero qui.